Looper
Un looper registra una frase suonata e la ripete senza fine, così da potervi suonare sopra. Non produce un effetto timbrico, è uno strumento di esercizio, di scrittura e di performance — e uno degli apparecchi più istruttivi in assoluto.
Come strumento di esercizio — Si mette in loop una successione di accordi e ci si esercita sopra con assoli, scale o tempo — senza basi preregistrate, con il proprio suono. All'inverso si può mettere in loop un riff e limare la ripetizione pulita. Per il senso del tempo e dell'insieme il looper è imbattibile, perché si suona contro se stessi.
Come strumento di scrittura e di performance — Mettere in loop il ritmo, posare sopra la melodia, costruire strati — dallo schizzare un'idea fino all'esibizione dal vivo a più voci da soli.
Cosa conta — Lunghezza del loop (quanti secondi/minuti), overdub (posare altri strati sul loop esistente), undo/redo, a volte funzioni di ritmo/metronomo. I looper semplici hanno un interruttore a pedale per tutto (registrazione/riproduzione/overdub), quelli più grandi diversi per una gestione più fluida.
Riferimenti determinanti — Il TC Ditto sta per il looper minimalista a un solo interruttore, la serie Boss RC (Loop Station) per gli apparecchi più ampi con ritmo e più tracce. Punti di riferimento, non consigli d'acquisto.
Onesti sull'insidia — Mettere in loop scopre implacabilmente gli errori di tempo: un punto di loop preso male “ondeggia”, ed è proprio questo a renderlo un compagno di esercizio onesto. Il looper non è un effetto che si compra per suonare meglio, ma uno strumento con cui si diventa migliori — a condizione di usarlo.